EAACI ALLERGIA: DEFINIZIONI

 

Le definizioni e la terminologia usate in allergologia variano moltissimo. Al fine di assicurare una comunicazione priva di ambiguità tra gli operatori sanitari, si raccomanda l’uso della terminologia proposta nel recente documento EAACI (A revised nomenclature for allergy, Johansson SGO et al. Allergy 2001).

 

Allergia: L’allergia è una reazione di ipersensibilità iniziata da meccanismi immunologici. L’allergia può essere anticorpo- o cellulo-mediata. Nella maggior parte dei casi, l’anticorpo responsabile della reazione appartiene alla classe IgE. Pertanto, si possono classificare gli individui come affetti da allergia IgE-mediata. Non tutti i soggetti atopici hanno reazioni allergiche associate alle IgE. Nell’allergia non IgE-mediata, gli anticorpi possono appartenere all’isotipo IgG, come nell’anafilassi da immunocomplessi contenenti destrano o nella classica (oggi rara) malattia da siero, che veniva inquadrata come reazione di tipo III. Sia le IgE che le IgG possono essere presenti nell’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA), mentre la dermatite allergica da contatto è un esempio tipico di reazione mediata da linfociti.

Allergeni: Gli allergeni sono antigeni che causano manifestazioni allergiche. La maggior parte degli allergeni che interagiscono con le IgE o le IgG sono proteine, spesso glicoproteine, ma si suppone che talvolta anche carboidrati da soli possano comportarsi da allergeni. In casi più rari, composti chimici a basso peso molecolare ( isocianati o anidridi) che si comportano da apteni, sono tuttora considerati allergeni di tipo IgE. Nel caso della dermatite allergica da contatto, gli allergeni sono costituiti da sostanze a basso peso molecolare (cromo, nikel,  formaldeide) che interagiscono con i linfociti T.

Atopia: L’atopia è una tendenza famigliare o individuale a produrre anticorpi IgE in risposta a basse dosi di antigeni (solitamente proteine) e, di conseguenza, a sviluppare tipiche manifestazioni cliniche come l’asma, la rinocongiuntivite, o la sindrome eczema allergico/dermatite (AEDS). I termini atopia e atopico sono ristretti a descrivere tale trait e predisposizione clinica. Il termine atopia dovrebbe essere usato con cautela, almeno fino a che non sia stata documentata una sensibilizzazione IgE mediata. In un individuo atopico, i sintomi allergici possono anche essere definiti come atopici (asma atopica, eczema atopico ecc.). Tuttavia, in generale, l’asma IgE mediata non dovrebbe essere chiamata asma atopica. Né uno skin test positivo, né la presenza di specifiche IgE dovrebbe essere assunti di per se come indicativi di sicura atopia.

Ipersensibilità: L’ipersensibilità provoca sintomi o segni oggettivamente riproducibili, evocati dall’esposizione a stimoli che non hanno alcun effetto nei soggetti normali.

Ipersensibilità non allergica: Il termine ipersensibilità non allergica dovrebbe essere preferito per descrivere le forme di ipersensibilità in cui non è comprovato un meccanismo immunologico.

 

NOMECLATURA DELLE MALATTIE

 

Asma (Definizione GINA): L’asma è un disturbo infiammatorio cronico delle vie aeree, nel quale giocano un ruolo diversi tipi cellulari (mastociti, eosinofili e linfociti T). Negli individui suscettibili tale infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, costrizione toracica e tosse, specialmente notturni o mattutini. Tali sintomi sono solitamente associati a diffusa e variabile limitazione dei flussi, reversibile spontaneamente od in seguito a terapia. L’infiammazione provoca anche aumentata iperreattività bronchiale a diversi stimoli.

Asma allergica. E’ la definizione paradigmatica dell’asma mediata da stimoli immunologici. Quando è comprovato il meccanismo IgE-mediato, si raccomanda di usare la definizione di asma IgE-mediata. Le IgE possono dare inizio alla reazione immediata ed a quella ritardata. Tuttavia, come in altre patologie allergiche, le reazioni mediate dalle cellule T sembrano essere di importanza rilevante nelle fasi tardiva e ritardata. A seconda della durata dei sintomi, l’asma viene definita come intermittente o persistente.

Asma non allergica: Questa è la definizione raccomandata per l’asma sostenuta da meccanismi immunologici. Le vecchie definizioni di “intrinseca”, “estrinseca”, “esogena” ed “endogena” non dovrebbero più essere utilizzate per differenziare l’asma allergica e quella non allergica.

Rinocongiuntivite: I sintomi e segni di ipersensibilità immuno-mediata a carico del naso e della congiuntiva dovrebbero essere definiti come rinocongiuntivite allergica. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono IgE mediati. In base alla durata dei sintomi, è utile differenziare la rinocongiuntivite allergica intermittente e persistente.

Eczema: Quello che viene comunemente definito come dermatite/eczema atopico, non è un’unica malattia, ma piuttosto l’associazione di malattie diverse con alcune caratteristiche comuni. Un termine più adeguato è quello di sindrome dermatite atopica eczema (AEDS, SDAE). Il sottogruppo associato a rinocongiuntivite ed asma allergica, dovrebbe essere definito come AEDS IgE associato.

 

Reference

 

Johansson SGO, O’B Hourihane J, Bousquet J, Bruijnzeel-Koomen C, Dreborg S, Haahtela T, Kowalski ML, Mygind N, Ring J, Van Cauwenberge P, van Hage.Hmasten M, Wüthrich B, A revised nomenclature for allergy. An EAACI position statement from the EAACI nomenclature task force. Allergy 2001;56:813.84.

 

Translation kindly performed by Dr. Walter G Canonica, Allergy & Respiratory Diseases, Department of Internal Medicine, DIMI, Genova, Italy.